Ultimi valvolari nati in casa Hughes & Kettner, la serie Statesman va a colmare la lacuna della casa tedesca per quanto riguarda amplificatori valvolari dallo stampo prettamente Vintage. Presentati verso fine 2008, si pongono l’obbiettivo di soddisfare le esigenze di chi cerca un amplificatore di fascia professionale, andando a unire timbrica e look retrò ad alcune migliori tecniche recenti.
Disponibili in tre versioni combo, 20 e 40 watt con singolo con da 12 e valvole EL84, combo 60w con doppio cono da 12 e valvole 6L6, più una versione testata da 50w con valvole EL34. La differenza di valvole e coni rispecchia sonorità abbastanza diverse andando così a coprire sia timbriche tipicamente british grazie ad EL84 ed EL34 ma anche timbriche prettamente american con le 6L6.
Tutti i modelli vengono venduti in due colorazioni diverse, tolex marrone o tolex nero di ultimissima presentazione.
A questo giro andiamo ad analizzare il combo 60watt Dual 6L6, facciamo un breve riepilogo delle caratteristiche tecniche:
Model: STM DUAL 6L6 Headline: The Most Advanced Classic Amps Channels: Clean + Twang, Overdrive + Boost Power: 60 Watts Poweramp: 2x 6L6 Preamp: 2x 12AX7 Effects: Accutronics Spring Reverb Effects Loop: Serial/Parralel selectable Footswitch/Stageboard : 1x FS-3N included, 2nd FS-2 as an option Switching Functions: Channels, Boost, Second Master; with 2nd FS-2: Reverb, FX-Loop Special Features: Second Master, Twang and Boost Mode, adjustable Reverb Balance Equalizer: 3-band EQ per channel Speaker Outputs: 1x 4 Ohms, 1x 8 Ohms/2x 16 Ohms , 1×16 Ohms Speakers: 2x 12” Eminence Rockdriver Cream Dimensions: 685 x 559 x 266 mm Weight: 36Kg
Partiamo dall’analizzare qualche features extra che ritroviamo sull’amplificatore, sintomo di una ricerca tecnologica che va ben al di là della sola produzione di un amplificatore vintage.
L’amplificatore si presenta come un bicanale con equalizzazioni separate, master volume separato per Clean e Drive, una sezione Top Boost attivabile sul canale Drive e uno switch denominato Twang per il canale Clean.
Il Top Boost è appunto una funzione attivabile sul canale drive, un boost lineare senza aggiunta di gain, svolge bene il suo lavoro ma certamente non sostituisce i booster a pedale dedicati e quantomeno è l’aggiunta che spinge all’acquisto dell’amplificatore. Tanto uguale si può dire per la funzione Twang che altro non è che un bright attivabile sul clean.
Sul pannello posteriore dell’amplificatore troviamo altre regolazioni oltre che l’ingresso per il footswitch a tre vie fornito e gli ingressi per il loop effetti. Un trimmer chiamato 2nd Volume è creata per permettere, quando attivata dal footswich, incrementi di volume spontanei fra canale drive e canale clean. Dipende dalla regolazione Master del canale Drive ed aumenta o diminuisce il volume fino ad un valore preimpostato. Tornando al pannello frontale abbiamo un controllo per il Reverb e un Presence che agiscono su entrambi i canali.
In generale la prima cosa che colpisce dell’amplificatore è la robustezza, oltre che il peso, e la cura costruttiva.
Passiamo però al lato sonoro, i due coni da 12 pollici sono Eminence Rockdriver Cream, che di base rimandano un suono abbastanza gonfio con una buona risposta sulle medio basse frequenze.
Le valvole 6L6 hanno diverse nomee, grandi case le hanno utilizzate e rese famose per diversi aspetti, si può dire che nel caso della Hughes & Kettner si è cercata la miglior resa sia per quanto riguarda il Clean che per quanto riguarda il Drive. Il canale Clean in flat regala un bel pulito caldo, tipico delle 6L6, ad alti volumi è possibile portare in lieve saturazione anche il canale Clean ma essendo 60w interamente valvolari difficilmente si riesce ad ottenere un crunch pieno a volumi umanamente sopportabili o utilizzabili in molti contesti live. Se si dovesse fare un paragone il canale pulito rispecchia molto i clean delle serie Tweed Fender, caldo e corposo, un pò meno brillante delle siere Blackface, ma altrettanto reattivo e dinamico con un’ ottima reazione ad effettistica a pedale.
Il canale Drive è invece un pò la sorpresa dell’amplificatore, soprattutto per quanto riguarda la dinamica e la resa anche a bassi volumi. L’equalizzazione separata fra i due canali permette un accurato settaggio e una versatilità sicuramente maggiore rispetto alle equalizzazioni comuni, l’eq del canale Drive è particolarmente reattiva e sensibile anche in confonto con quella dello stesso canale clean, il che è un vantaggio per quanto riguarda la duttilità generale ma sicuramente uno svantaggio se si cerca di mascherare difetti o carenze di strumenti ed effetti. Il Drive risponde pienamente a tocco o plettrata e con un buon gioco sul volume della chitarra si ottengono una vasta gamma di suoni. La pasta sonora è ben definita finchè si resta attorno a ore due sul potenziometro del gain, oltre comincia ad impastare un pò, motivo per cui se servisse maggior saturazione sarebbe bene sfruttare un booster o un overdrive esterno. 
Il volume generale è davvero molto, fattore che non influenza però la resa a volumi da abitazione, cosa che per un 60w valvolari non è da poco, è così possibile settando il master volume al livello desiderato aggiungere o togliere gain tramite l’apposito potenziometro mandando in saturazione le valvole anche a volumi abbastanza contenuti.
Il quantitativo generale di gain non è elevatissimo, si può arrivare ad una distorsione tendente all’hard rock ma sempre di stampo vintage, certo se si vogliono suonare generi più pesanti è meglio volgere l’attenzione altrove, l’intera serie di questi amplificatori è pensata per ricoprire sonorità rock, blues e jazz ed è in questi campi che da il proprio meglio.
Particolare menzione va fatta per il loop effetti che permette di attenuare di 10db il segnale e di funzionare in serie o parallelo.
Il look generale ricorda molto, soprattutto nella versione testata e cassa quello delle Bogner serie Ecstasy, ed è effettivamente molto accattivante per chi non cerca qualcosa di moderno.
Amplificatore prettamente vintage quindi ma senza i difetti che ciò potrebbe portare, peso a parte, che, insieme alla rumorosità ad alti livelli di distorsione sono forse le uniche due pecche di questo modello.
Incappare in questa serie di amplificatori non è poi così facile purtroppo, vista la non elevatissima tiratura soprattutto sul mercato italiano, se capitasse però la possibilità di una prova è altamente consigliata a chiunque sia alla ricerca di reali suoni di stampo vintage e volesse fra le mani un prodotto affidabile e competitivo. Al contrario non è un amplificatore consigliato per chi avesse le idee poco chiare riguardo il suono da ricercare, equalizzazione, dinamica e risposta al tocco sono tre dei punti chiave, tutti e tre estremamente reattivi e potrebbero creare qualche problema di interfacciamento se non si è abituati a farci i conti.
I prezzi per il modello 6L6 vanno dai 1250 ai 1350 a seconda dei negozi, è per tanto un prodotto non certo di fascia economica che però rispetta a pieno le aspettative ed è sicuramente una più che valida alternativa a marchi molto più conosciuti e diffusi.
Francesco Sicheri


Macchina e tecnologia contro la mano dell’uomo, nell’intera storia dell’umanità il confronto con la nascita di nuove tecnologie è da sempre dietro l’angolo e mondo degli strumenti musicali e della chitarra, in quest’occasione, non ne sono certamente esenti.